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19/01/2024

Obblighi di rendicontazione CO2 in Europa: ciò che occorre sapere

La pubblicazione di diversi rapporti del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) ha messo in luce la necessità che gli stati e le organizzazioni agiscano molto prima della data precedentemente immaginata del 2050.

Dal momento che la mobilità contribuisce per un significativo 25% alle emissioni totali di CO2 nella UE[1], essa svolge un ruolo di peso nel contribuire alle emissioni globali. Risulta chiaro che le abitudini e gli standard di mobilità debbano evolvere. Poiché l’azione in ambito climatico diviene sempre più urgente, le aziende stanno impegnandosi per massimizzare la sostenibilità in tutti i modi possibili e ciò include, naturalmente, la mobilità.

L’azione va di pari passo con la responsabilità, che può essere raggiunta solo attraverso una crescente trasparenza nella rendicontazione e la rinuncia alle affermazioni generiche e di ripiego sulla neutralità climatica. Questo è il motivo per cui si prevede che gli standard di rendicontazione nell’ambito della sostenibilità diverranno considerevolmente più stringenti.

L’ambito della mobilità e i gestori delle flotte devono affrontare la doppia sfida che consiste nel comprendere come ridurre concretamente la mobilità dei dipendenti e trovare modalità per registrare accuratamente le emissioni della propria flotta, misurando l’impronta ambientale degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti all’interno di una tempistica determinata. In questo articolo, analizzeremo i futuri cambiamenti ai requisiti di rendicontazione relativi alla CO2 e il modo in cui la vostra azienda può essere in grado di rispettarli.

L’aumento degli obblighi di rendicontazione e il modo in cui la “Corporate Sustainability Reporting Directive” (Direttiva per la rendicontazione societaria sulla sostenibilità o CSRD) crea standard più stringenti per le organizzazioni

L’Europa è all’avanguardia per quanto riguarda gli standard di rendicontazione sulla sostenibilità. L’attuale direttiva che regola la rendicontazione sulla sostenibilità – la Non-Financial Reporting Directive o NFRD – recepita in diversi modi dai diversi stati membri, aveva già preparato il terreno per la rendicontazione relativa alle emissioni di CO2. L’applicazione della CSRD nel 2024 porterà la trasparenza – in particolare sulle emissioni di CO2 – a un livello ancora superiore. L’Atto delegato sulla direttiva CSRD è stato pubblicato dalla Commissione Europea il 31 luglio scorso.

Due aspetti che è importante conoscere sulla direttiva CSRD

Inizialmente, a partire dal 2024, la direttiva CSRD avrà impatto su un’ampia gamma di aziende, rivolgendosi a circa 50.000 società in tutta Europa, il che rappresenta una cifra quattro volte superiore alla precedente. Inoltre, per la prima volta, anche le aziende con sede al di fuori dell’UE saranno incluse nell’ambito di questa direttiva. Si tratta di un approccio graduale, in cui le prime destinatarie saranno le aziende che presentano attualmente una rendicontazione NFRD, mentre le altre categorie di aziende si “uniranno” progressivamente al gruppo fino al termine del 2028.

Secondariamente, l’ambito e l’incisività degli indicatori chiave di prestazioni (KPI) su cui si basa la rendicontazione aumenteranno significativamente. Alle organizzazioni verrà ora richiesto di segnalare i punti dati relativi a oltre 1.000 elementi in ambito Ambientale, Sociale e di Governance (ESG), sulla base di 12 Standard di rendicontazione (chiamati ESRS). La strategia e le metriche in ambito climatico non sono soggette a obbligo stringente, ma nel caso in cui un’azienda ritenga che il cambiamento climatico non rappresenti un argomento materiale (ossia, rilevante) e decida quindi di non presentare una rendicontazione in base a tale standard, dovrà fornire una spiegazione dettagliata delle conclusioni provenienti da una valutazione del carattere sostanziale. Possiamo concordare sul fatto che il numero di aziende che possono legittimamente affermare di non avere impatto sul cambiamento climatico sia limitato. Pertanto, la rendicontazione relativa ai gas serra in tutti gli ambiti (Scope 1, Scope 2, Scope 3) diverrà presto obbligatoria. Le emissioni Scope 1 riguardano le emissioni dirette provenienti da fonti proprie o controllate, mentre le emissioni Scope 2 includono le emissioni indirette provenienti dalla generazione di elettricità acquistata, vapore, riscaldamento e raffrescamento consumati dall’azienda che effettua la dichiarazione. Le emissioni Scope 3 comprendono tutte le altre emissioni indirette che si verificano all’interno della catena del valore di un’azienda, come l’uso dei prodotti venduti e dei beni acquistati. All’interno dello Scope 3, la priorità verrà assegnata alle categorie più significative, sulla base del modello aziendale della società.

E per quanto riguarda le flotte e la mobilità?

La rendicontazione relativa ai veicoli a noleggio non è di immediata comprensione, poiché potrebbe trattarsi di una classificazione in Scope 1 o Scope 3 in base alle specifiche circostanze. Con l’avvento dei veicoli elettrici (EV), la complessità diviene ancora maggiore e tali veicoli potrebbero essere oggetto di rendicontazione all’interno di un ambito completamente diverso. Questa complessità si verifica poiché la classificazione dipende da vari fattori, che includono la proprietà del veicolo, la responsabilità per le emissioni prodotte e il contesto operativo dell’azienda.

Per le aziende che utilizzano veicoli a noleggio, stabilire precisamente l’ambito appropriato per la rendicontazione delle emissioni diviene una considerazione essenziale al fine di rispettare i crescenti requisiti di segnalazione stabiliti dalla direttiva CSRD. Classificare correttamente le emissioni provenienti dai veicoli elettrici e dai beni a noleggio è essenziale per garantire la conformità ai nuovi standard e per fornire una rendicontazione ESG trasparente e accurata agli stakeholder. Mentre la direttiva CSRD evolve e prende piede, le organizzazioni devono orientarsi correttamente all’interno di tali complessità, al fine di rispettare le proprie responsabilità ambientali e contribuire agli sforzi in atto per raggiungere delle pratiche aziendali sostenibili e trasparenti.

Ambiti di applicazione del Greenhouse Gas Protocol (GHG) nella Value Chain

Implementazione, rendicontazione e monitoraggio delle riduzioni delle emissioni: un’attività multiforme!

L’implementazione, la rendicontazione e il monitoraggio delle riduzioni delle emissioni al fine di rispettare i requisiti della direttiva CSRD rappresenta un’attività multiforme, che richiede un coinvolgimento attivo da parte dei manager della mobilità e della flotta. Questa responsabilità si estende e comprende tutte le forme di mobilità aziendale, dalle auto aziendali al tragitto casa-lavoro dei dipendenti, indipendentemente dai mezzi di trasporto utilizzati, si tratti di autoveicoli o di mezzi pubblici, e dalle tecnologie impiegate, inclusi i veicoli con motore a combustione interna (ICE) o i veicoli elettrici (EV). Per gli EV, garantire una rendicontazione accurata diviene ancora più essenziale, poiché essa comporta la presenza di diversi casi d’uso relativi alla ricarica (ricarica in ufficio, a casa e nelle stazioni pubbliche) e riflette l’intensità carbonica dell’effettiva energia utilizzata.

Per orientarsi in questo complesso panorama della rendicontazione delle emissioni, offriamo una solida metodologia e uno strumento chiamato ‘Net Zero Programme’, che fornisce una soluzione completa per il calcolo, la riduzione e la rendicontazione delle emissioni di CO2. Oltre a stabilire una base di riferimento e a definire la trasformazione della mobilità necessaria, ‘Net Zero Programme’ offre anche un supporto essenziale per la gestione del cambiamento, l’implementazione e il monitoraggio continuativo e la rendicontazione. Utilizzando questa soluzione, le organizzazioni possono ottimizzare l’intero processo, affrontando con fiducia il proprio percorso di sostenibilità e rispettando le linee guida della direttiva CSRD.

Il percorso della direttiva CSRD: una nuova tempistica e nuove soglie

Quando le aziende iniziano il loro percorso di conformità alla direttiva CSRD, è essenziale comprendere la tempistica dell’implementazione e le soglie stabilite dalla normativa. Garantire una rendicontazione tempestiva e accurata è fondamentale non solo per rispettare gli obblighi normativi, ma permette anche di rafforzare l’impegno verso la difesa dell’ambiente e la presenza di pratiche aziendali trasparenti.

In questo percorso verso una maggiore sostenibilità, i manager della mobilità e delle flotte svolgono un ruolo chiave. Abbiamo sviluppato una nuova soluzione, ‘Net Zero Programme’, in grado di fornire un prezioso supporto alle organizzazioni che cercano di orientarsi con fiducia nelle complessità della rendicontazione, riduzione e conformità nell’ambito delle emissioni.

Includendo le emissioni di Scope 1/2/3, utilizziamo il Greenhouse Gas Protocol (GHG) per una rendicontazione idonea alla verifica. Il nostro approccio include calcoli accurati sulla base di riferimento relativa alla flotta, prendendo in considerazione gli standard NEDC rispetto agli standard WLTP*. Per il tragitto casa-lavoro, utilizziamo fattori specifici di emissioni in base al mezzo di trasporto, con dati relativi al chilometraggio e al tempo. Il nostro panel garantisce un’accurata rendicontazione per tutti i dipendenti pendolari, inclusi i conducenti di auto non aziendali, nel rispetto dei requisiti della direttiva CSRD. Ciò favorisce l’impegno verso la sostenibilità e la trasparenza nella conformità.

Appoggiandosi sulla propria esperienza e conoscenza, ALD Automotive | LeasePlan è pronta a supportare i manager della mobilità e della flotta nel rispettare i crescenti obblighi di rendicontazione, facilitando al contempo l’adozione di soluzioni di mobilità sostenibile.

*Standard NEDC rispetto a standard WLTP: NEDC (New European Driving Cycle) e WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure) sono standard utilizzati per misurare l’efficienza energetica e le emissioni di un veicolo. Lo standard NEDC è obsoleto e meno accurato, secondo i legislatori e gli esperti, a causa della sua incapacità di replicare le condizioni di guida del mondo reale, mentre lo standard WLTP fornisce dati più realistici e affidabili, simulando una gamma più ampia di condizioni di guida.

[1] Fonte: Trasporti e mobilità (europa.eu)

 

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