Il piano Toyota per le auto elettriche
Batterie “solide” per autonomie fino a 1.500 km
Primo costruttore a puntare sulle auto a batterie nel 1997 con l’ibrida Prius, Toyota ha proseguito con decisione sulla strada hybrid malgrado lo scetticismo di concorrenza e automobilisti. Uno spirito anticipatore replicato nel settore fuel cell, con la prima auto a idrogeno prodotta in serie dal 2015, la Mirai. Una scelta favorita dal sostegno del Governo giapponese alla mobilità ad H2, ma comunque temeraria considerata la rete di rifornimento mondiale quasi inesistente. Per contro, l’auto elettrica pura ha faticato a trovare estimatori nel quartier generale del produttore del Sol Levante. Una posizione avversa sfociata spesso in critiche decise di Akio Toyoda, presidente del marchio dal 2009. In vari interventi le ha definite care e non accessibili alla classe media e potenziali responsabili del crollo dell’industria automotive e, di conseguenza, della perdita di migliaia di posti di lavoro. Non solo. Le elettriche sarebbero dannose per l’ambiente per le elevate emissioni di CO2 necessarie per la produzione delle batterie e rischierebbero di “lasciare interi paesi senza elettricità”. Una linea, in realtà, non contraria in assoluto verso le full electric, ma sostenitrice di un pluralismo tecnologico inclusivo di ibride, plug-in e fuel cell. La visione, però, ha avuto l’effetto di rallentare non poco lo sviluppo dell’auto elettrica in casa Toyota, tanto da relegarla al 15° posto (su 20) nella classifica dei marchi con politiche più efficaci nell’elettrificazione della gamma stilata dall’International Council on Clean Transportation (ICCT).
La rivoluzione firmata Sato
L’approccio è mutato in tempi recenti con Koji Sato ad assumere i ruoli di presidente e Ceo e Akio Toyoda a sedersi sulla poltrona del direttore del consiglio di amministrazione. Un cambio strategico sollecitato pure dagli azionisti, preoccupati dell’ascesa delle consegne di auto elettriche nel mondo. Allarme probabilmente accentuato dall’essere stati scalzati a inizio 2023 dal vertice della classifica globale delle auto più vendute proprio da una zero emission, la Tesla Model Y. Il rilancio sulla via elettrica, ora affidato alla nascente famiglia di vetture siglate bZ basate sulla piattaforma e-TNGA, è stato svelato in un incontro a giugno con un piano decisamente ambizioso. La nuova roadmap prevede lo sviluppo di una piattaforma specifica per l’auto elettrica (la e-TNGA è un adattamento di quella per le auto tradizionali) che dovrebbe portare a un primo modello nel 2026 con marchio Lexus al quale ne seguirebbero altri a stretto giro, anche con il logo delle tre elissi. Ad accomunarli sarebbe l’adozione di batterie agli ioni di litio di nuova generazione capaci di garantire fino a 1.000 km di autonomia. La svolta arriverebbe negli anni successivi con lo sviluppo di nuovi accumulatori, settore nel quale Toyota ambisce a diventare tra i leader mondiali. Le due tecnologie previste per il biennio 2027-28 sono le litio-ferro-fosfato (LFP), pensate per contenere i costi di produzione del 40% rispetto alle attuali, e le litio-ferro, ideate per incrementare l’autonomia del 10-20% per arrivare, quindi, a 1.100-1.200 km. Dal 2028 sono annunciate anche le batterie allo stato solido avanzato che potrebbero garantire percorrenze con un pieno non lontane dai 1.500 km. Queste ultime avrebbero pure il pregio di velocizzare la ricarica consentendo rifornimenti in circa 10 minuti.
Obiettivo 3,5 milioni di BEV al 2030
La strategia futura è complessa e include numerosi interventi per migliorare l’efficienza generale dei modelli elettrici, come la riduzione del peso dei veicoli, l’impiego dell’intelligenza artificiale per ottimizzare l’aerodinamica e l’adozione di motori di nuova generazione più compatti e performanti. Per contenere i costi si punta a linee d’assemblaggio più efficienti e a processi produttivi più avanzati come di presse giga, già in uso da Tesla, che consentono di stampare grosse porzioni di scocca in un’unica volta. Un piano articolato che ha portato all’istituzione della nuova divisione BEV Factory e a definire obiettivi ambiziosi: produrre 1,5 milioni di elettriche entro il 2026 e 3,5 milioni al 2030.
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